NON POSSIAMO MOLLARE!!!

Le fasi, i momenti, i colori delle regioni... quanti tentativi per arginare il virus! Ora sembra seppur fra mille difficoltà, in partenza la campagna vaccinale, ma quante incertezze...
Quante incertezze che rendono da un lato le fasce più deboli (giovanissimi, anziani, malati), in preda ad ansie e comprensibili paure; dall'altro emerge la voglia di ritornare ad una vita normale che fa commettere sciocchezze, dimenticando le più semplici regole sul distanziamento e l'utilizzo dei dispositivi, mascherine e gel.
Quanto ancora potremo vivere in questo stato di "sospensione", illudendoci di studiare, lavorare, dedicarci ai nostri svaghi, in questa realtà virtuale che tutto ammorba e che assorbe ormai le nostre vite?
Sì, la domanda è proprio questa, quanto possiamo durare così. E vale la pena interrogarci su questo, perché i segnali di uno sconforto generale sono tra noi ormai da tempo, anche se ogni età o situazione personale lo declina a suo modo.
Gli studenti sono colpiti duramente, come sarà la vita futura di adolescenti che non hanno potuto interagire con i propri coetanei? Non solo lo studio, intendo quell'insieme di comportamenti, le gite scolastiche, le "bigiate", la campanella dell'intervallo, con l'immancabile panino della merenda, tutti a raccontarsi tutto, come solo a quell'età sai fare, con un misto di casino, risate e goliardia, ma anche aiuto all'amico/a in difficoltà...
Gli insegnanti, forse non lo ammettono, ma sono costretti ad un faticoso ma inevitabile lavoro di rincorsa su tutti i fronti: tecnologico innanzitutto, e poi, soprattutto di apprendimento; e già, come si educa un gruppo di ragazzi e ragazze in DAD? Nemmeno loro lo sanno, prova di questo il sovraccarico di nozioni che impongono spesso agli alunni, le ammucchiate di verifiche nei pochi giorni di presenza, perché si sa, a casa copiano tutti...! La realtà è ben diversa e i nodi, nel mondo della scuola arriveranno presto al pettine; ci sono ragazzi che hanno perso completamente la voglia di studiare, di prepararsi, hanno perso la MOTIVAZIONE per cui farlo. 
Non basta organizzarsi al meglio, distribuire tablet, portatili, coordinare al meglio gli orari e le piattaforme classroom... Serve tornare ad occuparsi dei RAGAZZI! Occorre capire quello che umanamente stanno affrontando, valorizzando il coraggio da leoni che ci vuole per vivere una adolescenza con il carico da 90 della pandemia.
Per i genitori forse non basterebbe un libro per indicare solo per sommi capi quello che stanno vivendo: padri e madri che devono sostenere ed incoraggiare i propri figli, senza far emergere situazioni dolorose, come la crisi lavorativa o il dover lavorare da remoto che viene vissuto come un NON-LAVORO. C'è tutto un mondo genitoriale da re-inventarsi e non sempre ci si riesce...
A questo si aggiunge il fatto di non aver mai nessuno con il quale sfogare le proprie frustrazioni... partita a calcetto, cena con le amiche, gli hobbies, la vita associativa fatta di riunioni e momenti in cui concentrare le proprie doti, i compleanni dei figli con i genitori dei loro amici... quanto sembra lontano questo mondo, e quanto ci manca!
In ogni famiglia ci sono situazioni di malattia, di sostegno ai genitori avanti con l'età, tutto questo già nella normalità; con il Covid la famiglia rischia l'implosione! In un anno di pandemia, in Italia le separazioni sono aumentate del 60%!!! Questo dato, dovuto ai fattori di stress che non hanno giovato alla vita di coppia, costretta a convivere 7 giorni su 7 senza la possibilità di svagarsi, di riprendere fiato e con l'aggiunta di numerose responsabilità e alle fatiche del lavoro (o della perdita di esso), ha messo in evidenza crepe che in tempi diversi si sarebbero magari sanate.
Molte famiglie hanno fatto i conti con la malattia e in molti casi con la morte legata al Covid; se non un parente, ognuno ha perso più di un amico, ed oggi, ad un anno dall'inizio della pandemia, lo stillicidio dei bollettini di guerra della televisione irrompe giornalmente nelle case di tutti portando il dato dei defunti: quasi 100.000 dall'inizio, 1 ogni 600 abitanti, 3 milioni di ammalati dall'inizio, 1 ogni 20 abitanti!
I nostri anziani, si sono sentiti nel mirino di un nemico infido perché invisibile, di cui non si conosceva nulla; e hanno pagato il prezzo più alto! Quelli che ce l'hanno fatta, vivono quasi in trincea, da reclusi, sommando questa nuova e forzata solitudine alla consueta monotonia. Qui troviamo le depressioni, ma anche situazioni di una sofferenza disarmante... chi ha il proprio congiunto in un ricovero e non può fargli visita, chi non riesce ad accedere alle cure perché ormai tutti gli ospedali sono dedicati al Covid...

PER QUESTI MOTIVI NON POSSIAMO MOLLARE!!!
Lo dobbiamo a tutti coloro che in quest'anno si sono rivolti ai Volontari di Niguarda Rinasce, così come alle altre Associazioni di Volontariato; abbiamo fatto tanto, forse potevamo fare di più o meglio, ma abbiamo gridato la nostra voglia di vivere questo momento accanto alla sofferenza, cercando se possibile di alleviarla.
Sappiamo benissimo che non ne siamo fuori, che i tempi saranno lunghi e che quando sarà finita ci sarà un paese da ricostruire, a partire dal nostro quartiere. Per questo e per quello che ci attende gridiamo ancora PRESENTE!!!

I Volontari di Niguarda Rinasce

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